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[Settimana 11] Cosa è successo questa settimana?

1. Su Netflix Usa è uscito “The Last Blockbuster”, documentario che racconta la storia dell’ultimo punto vendita della catena rimasto aperto nel mondo. Si trova a Bend in Oregon, città dalla bassa densità di popolazione, in cui la connessione internet è scarsa, quindi i DVD vincono sullo streaming. Certo, subentra anche la componente nostalgica. Nel 2004 esistevano più di 9000 negozi della catena Blockbuster che nel 2000 avrebbe potuto acquisire Netflix per 50 milioni di dollari, ma non lo fece considerando il settore dell’on demand senza futuro. Ora il tributo all’era dell’home video sarà sulla più grande piattaforma di streaming. Cosa significa blockbuster? Il termine compare negli anni ’40, sulla stampa statunitense, per indicare le bombe aeree di grandi dimensioni, quelle in grado di distruggere un intero isolato (block in inglese).

2. “Carro armato colpisce un pollaio”. Titolo che fa sorridere molti, si sprecano meme e battute, tuttavia, quello corretto sarebbe stato “Carro armato bombarda per errore un’azienda agricola”. Il blindato, impegnato in un’esercitazione notturna, in un poligono riservato alle Forze Armate sul torrente Cellina, ha sparato nella direzione opposta, ossia verso un centro abitato, colpendo un allevamento di galline di Vivaro (Pordenone).

3. Joe Biden, in un’intervista all’ABC, definisce Putin un killer senza anima che, a sua volta, replica dicendo:  “Assassino? Chi lo dice sa di esserlo: gli auguro buona salute”. Poco dopo, il presidente degli Stati Uniti, casca per tre volte sulla scaletta dell’Air Force One. Nel frattempo Aleksej Navalnyj scrive: “Non potevo immaginare che fosse possibile organizzare un campo di concentramento a 100 chilometri da Mosca. Non sono maltrattato, ma tramite la routine, l’osservanza letterale di regole infinite e la presenza di telecamere ovunque, si attua una disumanizzazione”. Navalnyj, oppostitore di Putin, venne avvelenato col Novichok, niente in comune col cioccolato, bensì un agente nervino, finendo in coma a Berlino. La stessa sostanza venne utilizzata per avvelenare Sergej Skripal, ex spia russa, in un centro commerciale a Salisbury nel 2018. Da un’inchiesta è emerso che il Novichok venne spruzzato sulle mutande di Navalnyj, come confermato da un agente dell’FSB (ex KGB). Tutti a sorridere per gli inciampi di un anziano su dei gradini, ma qui c’è da stare attenti a ben altro, però, ammettiamolo, che figata deve essere dare l’ordine di avvelenare delle mutande?

4. Prosegue la marcia di avvicinamento a Tokyo 2020. Dopo le dimissioni di Yoshiro Mori, presidente del comitato organizzatore, sono giunte quelle di Hiroshi Sasaki, direttore creativo delle cerimonie di apertura e chisura. L’uomo ha proposto a Naomi Watanabe, attrice stilista e comica celebre in Giappone, di vestirsi di rosa per interpretare “Olympig” perché assomiglia a un maiale. Essere sessisti, ma con discrezione.

5. Un ristorante giapponese, da poco aperto a Taiwan, lancia una promozione: sushi a volontà gratuito per due cene consecutive, per un tavolo di massimo cinque persone, a patto che uno dei commensali si chiami Gui yu, Salmone. All’anagrafe, in meno di 48 ore, vi sono stati 150 cambi di nome perché la legge locale consente sino a 3 variazioni senza fornire motivazioni. Il Governo è dovuto intervenire per porre freno alla vicenda. Dichiaro già da ora che son disponibile a farmi chiamare Supplì, si sappia.

6. Piena assoluzione in primo grado per Eni, l’a.d. Descalzi e l’ex a.d. Scaroni, in merito all’indagine per la maxi tangente da un miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata corrisposta al Governo nigeriano per una concessione petrolifera. Il fatto, alla base dell’accusa della Procura di Milano, non sussiste. A Gela in 15 anni sono nati 450 bambini malformati, uno ogni 166 abitanti. Nemmeno a Taranto, una delle aree più inquinate d’Europa, si toccano queste cifre. La città siciliana è sede da decenni di una raffineria Eni. La schiavitù del bisogno: il lavoro viene prima della salute. L’azienda ha risarcito soltanto un’azienda per inquinamento, la Lucauto, con sede di fianco allo stabilimento, con un milione di euro. La concessionaria di auto è stata sequestrata perché appartenente ad imprenditori che hanno riciclato i soldi del clan Rinzivillo. 

7. Buona domenica.

Andrew Villani

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