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[Settimana 12] Cosa è successo questa settimana?

1. La nave cargo Ever Given, lunga 400 metri e larga 59, dal peso di 219mila tonnellate, si è messa di traverso, incagliandosi nel Canale di Suez, a causa del forte vento misto a scarsa visibilità. Da questo tratto strategico, che collega Asia ed Europa tagliando per il Mar Rosso, transita circa il 12% della merce mondiale. Si stimano perdite giornaliere di 9,6 miliardi dollari a causa delle oltre 200 navi bloccate e i costi maggiori legati a una settimana di viaggio aggiuntiva per circumnavigare l’Africa. Nel 1967, quando scoppiò la Guerra dei sei giorni, l’Egitto chiuse il Canale e le navi che vi transitavano restarono bloccate per otto anni. Furono organizzati turni lunghi anni per proteggere le navi e creata un’associazione di mutuo aiuto (Great Bitter Lake Association) che nel 1968, in concomitanza con l’edizione di Città del Messico, diede vita alle Bitte Lake Olympic Games. Nessuno riesce a dire quando la Ever Given verrà disincagliata, si parla anche di molte settimane, quindi ricordo che mancano solo 4 mesi a Tokyo 2021.

2. Primo sciopero dei dipendenti Amazon in Italia: hanno aderito 10mila addetti al magazzino e 15mila corrieri. Immagino alcune persone, se non molte, infastidite per i ritardi nelle loro consegne. Per i sindacati della logistica, i tempi e i ritmi dei corrieri, con fino a 180 pacchi gestiti al giorno, sono insostenibili. Il loro mondo è un universo per noi invisibile. Sì, invisibile. Voi, quando ordinate un prodotto, che cosa desiderate? Che vi arrivi il prima possibile, o che comunque rispetti la consegna prevista, a prescindere dal come che è un dettaglio neppure preso in considerazione. Uno degli ultimi film che vidi al cinema fu “Sorry We Missed You” di Ken Loach, uscito in italia a gennaio 2020, che descrive l’avventura di un uomo che investe i suoi risparmi per diventare un corriere freelance. É un pugno allo stomaco, ma necessario, di cui vi consiglio la visione. Al momento è disponibile soltanto a pagamento su Chili e Youtube.

3. Luca, il nuovo film d’animazione della Pixar, non uscirà in sala e sarà presente esclusivamente (come avvenuto con Soul) sulla piattaforma streaming Disney Plus dal 18 giugno. Il film, diretto da Enrico Casarosa, racconta una storia di amicizia e crescita personale ed è ambientato in Liguria. Mi ero già immaginato l’annuncio all’intervallo: “Per proseguire nella visione di Luca siete pregati di recarvi alle casse per pagare un biglietto aggiuntivo. Saluti dalla Regione Liguria”.

4. Kathleen Folbigg, condannata nel 2003 in Australia a 30 anni per infanticidio, è innocente. Per la sentenza aveva ucciso i quattro figli perché non ne sopportava il pianto. I bambini sono deceduti nell’arco di un decennio: Caleb nel 1989 di 19 giorni di vita, Patrick nel 1991 a 8 mesi, Sarah nel 1993 a 11 mesi e Laura nel 1999 a 19 mesi. Era stata arrestata, in assenza di prove concrete, a causa di un diario, fornito dall’ex marito, dove si autocolpevolizzava: “Sono la madre peggiore al mondo. Anche Laura mi lascerà perché a volte sono irascibile e crudele. Non può succedere di nuovo. Mi vergogno di me stessa”. Si è scoperto che le figlie sono morte per un grave difetto genetico ereditato dalla madre, mentre i figli per un’altra rara mutazione. Si è passati da infanticidi a perdite e, in merito elaborazione emotiva di questi eventi da parte dei genitori, vi suggerisco la serie antologica inglese del 2014 “The Missing” disponibile su Prime Video.

5. In Pennsylvania una madre è stata arrestata per aver creato dei video deepfake, con protagoniste le cheerleader rivali della figlia, generati con l’obiettivo di screditarle e ricattarle. In pratica, sfruttando i software di intelligenza artificiale di cui vi avevo parlato la scorsa settimana, ha modificato dei video porno sostituendo i volti delle attrici con quelli delle ragazze e li ha inviati agli allenatori delle Victory Vipers di Chalfon. La donna faceva arrivare i video anche alle adolescenti, sempre tramite messaggi anonimi, esortandole al suicidio.

6. Nel manuale dei moderatori interni di Facebook, come trapela da un articolo del Guardian, è esplicitamente consentito che i personaggi pubblici vengano presi di mira in modi altrimenti vietati che giungono sino alle minacce di morte. Sono considerati bersagli ammissibili per alcuni tipi di abuso “perché vogliamo consentire la discussione, che spesso include commenti critici delle persone presenti nelle notizie”. Cosa si intende con personaggio pubblico? Una persona che è stata menzionata in almeno 5 notizie nel corso di due anni.

7. Buona domenica.

Andrew Villani

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